Nell’alba di un giorno qualunque – Poesia Multilingue
Nell’alba di un giorno qualunque
Il semplice gorgheggio di un indefinibile pennuto al sorgere del sole va oltre le condizioni atmosferiche.
È come la voce dell’anima che, incurante delle difficoltà della vita, continua a cantare le sue lodi al Creatore.
E in quel canto, si illumina d’immenso.
Nell’alba di un giorno qualunque
Avvicinandosi il sorgere del sole
il cielo all’orizzonte si rischiara:
non albeggia, ma lampeggia.
Quasi all’improvviso
da limpido e terso
una serie di nuvole e nuvoloni
ha oscurato lo spazio
sopra le nostre teste
accompagnando la pioggia
che scendeva copiosa
come lacrime su un volto.
Ma il gorgheggìo
di un uccello mattutino
sfidava quel tuonare
e con la sua ottava superiore
s’innalzava ancora più su.
Tanto pareva che
scendesse dall’alto
anziché salire dal basso,
dagli alberi davanti ai miei occhi.
Forse se con l’inimitabile
leggerezza della sua voce,
registro, tono e melodia,
volesse annunciare qualcosa
all’umanità vittima
del divenire temporale?
Ma mentre gli uomini
si dividevano tra chi gioiva
e chi inveiva per le bizze del tempo,
quel volatile pennuto
rimaneva sullo spartito non scritto
e con la melodiosa voce
di quell’ottava superiore,
proseguiva nel singolare concerto
ordinato dalla mente creatrice
con Unica Matrice,
avvicinandosi il sorgere del sole
nell’alba di un giorno qualunque.
Pescina (Monte Amiata), 22/7/2024 ore 5.51
Immagine: Pixabay
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2 risposte
Fermiamoci ogni tanto tutti a pensare a ‘quell’ottava superiore’ .
Un caro saluto
Fabrizio
Esattamente, carissimo Fabrizio. Volgendo lo sguardo al cielo…🌈