Follonica: Sole, Mare, Pineta

di Maurizio De Cicco

Follonica: Sole, Mare, Pineta

18 Luglio 2022 Articoli 2

 

Follonica: Sole, Mare, Pineta

 

Dopo la premessa con l’articolo:

“Vacanze in Maremma e dintorni”,

prende il via una serie di articoli su alcune località per le proprie escursioni vacanziere. Dato il mio legame con Follonica, dove ho vissuto parte dell’infanzia e l’adolescenza, comincio da lì. Tracciando con un ideale compasso un cerchio dal raggio di circa 100 km, vado a segnalare alcune escursioni con località ricche di storia, di leggende e di misteri. Il punto di partenza è:

Follonica: Sole, Mare, Pineta.

Così recitava e recita lo slogan della ridente cittadina dell’omonimo Golfo. E ad oggi possiamo aggiungere anche ben 23 Bandiere Blu (in 23 anni)!

Leopoldo II di Toscana nel 1834, in prossimità della prima storica Fonderia di Ghisa sorta in Europa, da lui voluta con il titolo di “Fonderie Reali e Imperiali”, accoglie la Chiesa (unica in Italia con il pronao, il rosone e l’abside in ghisa), e le prime abitazioni (foto).

L’insenatura naturale dove sorge la cittadina maremmana è stata da sempre un’oasi “naturale”. Questo, grazie al particolare mare dal fondale irregolare ondulato (famoso per le sue secche soprattutto quella “dei Pini”), alle due Pinete di Ponente e di Levante e al Sole, splendente per la maggior parte dell’anno. L’ambiente ideale per le famiglie. Per chi invece vuole seguire itinerari storico-culturali, Follonica è il punto d’appoggio privilegiato per le escursioni. In un raggio di poco più di 100 km si possono visitare Pisa, Livorno, l’Isola d’Elba, Massa Marittima, San Galgano, Siena, Monteriggioni, San Gimignano, Populonia, Vetulonia, Roselle, il Monte Amiata e la Val d’Orcia, Montalcino, Pienza, il Parco dell’Uccellina, l’Argentario. Tanto per citare alcuni fra i  posti più rappresentativi senza nulla togliere alla Maremma Toscana e agli altri paesi limitrofi ricchi di storia, borghi medievali, castelli. Ma tornando con la memoria agli eventi naturali (evocando la famosa Poesia del Carducci “San Martino”), ho visto con i miei occhi di ragazzino il mare inghiottire spiaggia, strada e pineta (foto),

a causa del Libeccio e soprattutto del Maestrale che, aggiunti all’incuria dell’uomo, stavano per cancellare quello che Madre Natura aveva generosamente donato ai Follonichesi. Le spiagge erano ridotte ai minimi termini, in inverno il mare spinto dalla Luna crescente verso il Plenilunio entrava quasi nelle “baracche” (che baracche non sono), costruite sul litorale. Insomma la situazione stava degenerando a vista d’occhio e la costa follonichese rischiava di essere seriamente compromessa (foto).

Messo alle strette dalle urla di Madre Natura, l’uomo corse ai ripari. Si iniziarono a gettare gli “scogli” artificiali per formare delle barriere e arginare la devastazione del mare antistante la cittadina. Questi allineamenti di grosse pietre cominciarono negli anni a dare una forma diversa al Litorale. Anno dopo anno iniziarono gradatamente ad aumentare le spiagge. Le pericolose meduse (che infestavano l’acqua nei giorni di mare mosso con i cavalloni) sparirono, le alghe e soprattutto i rifiuti gettati in Mare da “incivili” esseri umani, sono andati via via scomparendo, il Mare diventava sempre più limpido e cristallino. Ancora oggi entrando in acqua, si possono notare i pesci a riva, mentre fra gli scogli alle volte  qualche riccio di mare. Con un po’ di abilità, fortuna e con molta pazienza è possibile tornare a riva con un polpo nel secchiello o qualche pesce, e quando la Luna calante verso il Novilunio genera la bassa marea, si arriva a piedi alla barriera artificiale… Il tutto condito dal grido rauco dei caradriiformi gabbiani, il più famoso dei quali era “Pippo” anche perché a suo tempo era rimasto l’unico. Oggi invece la colonia dei caratteristici uccelli piumati è aumentata notevolmente. Mi dispiace solo non avere avuto la macchina fotografica quando vidi che insieme con i gabbiani sugli scogli si era fermato anche un cormorano. Impensabile per la Follonica dei tempi passati. Insomma, ancora una volta l’uomo seguendo le direttive della Natura ha compiuto un piccolo capolavoro che ha consentito a Follonica il 23° riconoscimento consecutivo della Bandiera Blu. Credo che la lezione impartita a chi è stato “troppo sull’albero a cantare” sia servita a qualcosa. La saggezza dei motti popolari è stata confermata un’altra volta, anzi due: 1) prevenire è meglio che curare; 2) non tutti i mali vengono per nuocere. E con quello appena detto siamo a tre…

L’importante vessillo internazionale istituito nel 1987, viene assegnato in 141 paesi Europei ed extra-Europei. Beneficiarie quelle località che rispettano criteri relativi alla gestione sostenibile del territorio. Dunque è un merito che fa onore a tutti coloro i quali hanno contribuito e collaborato affinchè Follonica sia entrata di diritto nell’elenco del prestigioso titolo.

Secondo me la collettività è come una squadra: tutti vincono o tutti perdono.

Un doveroso grazie a tutti i Follonichesi, con l’augurio che Follonica continui a primeggiare nell’olimpo delle località balneari e dia un servizio sempre migliore ai suoi abitanti ed ai suoi turisti.

Immagini: Archivio Claudio Saragosa

Immagine in evidenza dal web

 

2 risposte

  1. Carolina ha detto:

    Molto interessante. Buona estate a te e a tutti gli abitanti e vacanzieri a Follonica!

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